Sara Costa è considerata dalla critica e dal pubblico una dei più interessanti pianisti della nuova generazione. Il suo repertorio spazia da Bach alla musica contemporanea. Come solista si è esibita in importanti Festival e Stagioni in Italia e all'estero in Inghilterra, Francia,Spagna,Slovenia,Germania,Repubblica Ceca, Israele,Giappone. Ha collaborato con illustri orchestre quali la Filarmonica Italiana e la Roma Tre Orchestra. La musica da camera ha da sempre un ruolo fondamentale nell’attività di Sara: ha collaborato con solisti dei Berliner Philarmoniker e con illustri artisti quali K.Bogino, P.Vernikov, I.Volochine, A.Zemtsov, J.Ocic Collabora stabilmente in duo con la violinista Germana Porcu, con la quale ha fondato il Trio Carducci,insieme alla violoncellista Matilda Colliard.

Considerata dalla critica “Violinista di grande abilità e sicurezza con un piglio da artista affermata che affronta i brani con grande impegno affascinando il pubblico”, Germana Porcu ha iniziato presto gli studi musicali guidata dal M ° F. Cusano. Ha conseguito il diploma di II livello con il massimo dei voti e la lode e nel 2010, come migliore diplomata, ha ricevuto il "Premio Rotary" dalla città di Bergamo. Dal 2006 suona nell’ "Orchestra Bergamo Musica Festival" del Teatro Donizetti di Bergamo. Nel 2013 è stata nominata "Most distinguished violinist" al "World Music Competition Ibla Grand Prize". Sempre nello stesso anno ha vinto una borsa di studio donata dal M ° Claudio Abbado. Nel 2015 ha vinto il 3° premio al "V Concurso Internacional y Festival de Músicos" a Madrid. Si è esibita in numerosi concerti come solista e in musica da camera, che da sempre ricopre suo grande interesse, in Italia, Germania, Francia, Svizzera, Spagna. Dal 2015 suona stabilmente in duo con la pianista Sara Costa, con la quale, nel 2016, assieme alla violoncellista Matilda Colliard, ha formato il Trio Carducci. Suona un violino Riccardo Antoniazzi 1910 gentilmente concesso dalla Fondazione Carlo Antonio Monzino di Milano.

 
Matilda Colliard, figlia d’arte, viene avvicinata allo studio del violoncello all’età di 4 anni. Si diploma sotto la guida del Maestro Alberto Drufuca al conservatorio di Novara con il massimo dei voti e la lode. Dal 2013, ha avviato con il M° Stefano Ligoratti una nuova collaborazione in duo con pianoforte con cui sta ultimando la registrazione integrale delle composizioni per violoncello e pianoforte di L. V. Beethoven. E’ fondatrice con Stefano Ligoratti e Eugenio Francesco Chiaravalloti dell’Associazione Musicale “Colpi d’Arte” con sede a Milano. L’obiettivo dell'Associazione è di promuovere lo sviluppo e la diffusione della Cultura Musicale in ogni sua forma e espressione. Nel 2016 fonda il “Trio Carducci” con Germana Porcu (Violino) e Sara Costa (pianoforte).

 

FOTO LUCA DEL MONACO
 
Figura di rilievo della scena musicale contemporanea,Paolo Cavallone è un compositore attento alla ricerca, sia nell’aspetto fenomenologico del suono, sia sotto il profilo più strettamente compositivo. L’apertura estetica del suo lavoro,che qualcuno ha definito come “rivoluzionaria”, è il risultato di una profonda consapevolezza tecnica,mai disgiunta da un pensiero poetico.

GENZINI: In che modo ti sei avvicinato alla musica ed in particolare al violino?
 
LOMBARDO: i miei genitori sono entrambi musicisti: mio papà era secondo clarinetto al teatro Bellini di Catania, adesso è in pensione; mia madre è pianista e mi ha insegnato il pianoforte da quando avevo 3 anni. Diciamo che non è stato facile per me, avevo orecchio e talento, ma non mi andava di studiare. Mia madre è stata molto perseverante e fino all'età di 7 anni ho studiato con lei il pianoforte. Quando avevo 4 anni i miei genitori andarono in un grande negozio di strumenti musicali, ed io mi sedetti su uno di quei grandi pianoforti esposti e cominciai a suonare. Il negozio in brevissimo tempo si riempì di gente proveniente da fuori, che ascoltava le melodie di un bambino di 4 anni al pianoforte, incredula ed emozionata. Mio padre, essendo un veterano lungimirante, un orchestrale di grande esperienza, mi propose di iniziare il violino, giacchè - a suo avviso - i violini sono tanti in orchestra, quindi ci sarà sicuramente occasione di un posto di lavoro! Ricordo che quando i miei mi acquistarono il mio primo violino, mi stupii del fatto che non ci fossero i tasti, e capii che le note andavano prese a orecchio, sulla corda. Feci una scala su una corda sola, non riuscendo ancora a capire il nesso tra le varie corde. Alla prima lezione con la mia insegnante, le raccontai della scala su una corda sola, e lei mi spiegò che potevo farla benissimo su due corde... Rimasi stupìto e affascinato.

 
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GENZINI: In che modo si è avvicinato alla musica e alla composizione?
 
Il percorso è stato un po’ tortuoso. Ho iniziato a comporre sin dai primi mesi di studio del pianoforte. Inoltre amavo molto leggere nuovi brani – chi mi conosce sa quanto ami farlo anche ora – ma la mia grande passione era la Fisica. Infatti il maestro Armando Badolato per invogliarmi a proseguire gli studi musicali mi presentò la composizione come un'arte matematica. Alla sua scomparsa ho continuato con Claudio Perugini: una persona speciale, molto competente ed esigente, un compositore eccezionale e un punto di riferimento, che ha creduto nelle mie capacità e mi ha trasmesso il valore dell’artigianalità basata sul contrappunto e sull’analisi dell’opera dei maestri del passato. Il pianoforte l’ho sempre considerato il mio strumento di espressione principale ma ho sentito quasi necessario studiare anche direzione d’orchestra; il clavicembalo è stato il naturale completamento del percorso di studi. Mi è stato spesso detto di non disperdermi in troppe cose, perché non si può essere competenti in tutto...

 

Irenè Fiorito, diplomata con lode e menzione d'onore a soli quindici anni presso il Conservatorio Santa Cecilia di Roma, allieva del M.Accardo presso l'Accademia W.Stauffer e del M.Berman presso il Conservatorio di Lugano, è vincitrice di numerosi concorsi nazionali e internazionali ed ha al suo attivo concerti come solista, con il "Bubbling duo" ed in varie formazioni cameristiche.
 

Ksenia Milas-Milyavskaya è una violinista formata dalla famosa scuola russa, ha iniziato la carriera concertistica molto giovane, facendo esperienze fortemente significative con direttori del calibro di Vasily Petrenko, Ronald Masin, Darel Ang e altri, affianca alla carriera concertistica l'insegnamento presso l'Accademia Pianistica Internazionale di Imola e la conduzione di masterclass in tutto il mondo, continua la tradizione del grande insegnante Yankelevich
 
 
 

Misia Jannoni Sebastianini è una diciannovenne violinista romana. Diplomanda al Conservatorio di Santa Cecilia, si sta perfezionando all'Accademia di Imola con il Maestro Oleksandr Semchuk. Vincitrice di numerosi Concorsi Nazionali e Internazionali ( quest'anno: Luigi Nono, Annarosa Taddei, Bardolino sul Garda,Anemos, Valerio Marchitelli, Dinu Lipatti), svolge un'intensa attività concertistica.
 

Il mio primo contatto con la musica classica è avvenuto per gioco.. Alle elementari il mio migliore amico suonava il pianoforte e per suonare insieme a lui iniziai anch'io a studiarlo .. Ma tra me e questo strumento non scattò la giusta scintilla, decisi quindi di iniziare a studiare uno strumento ad arco e la mia decisione ricadde sul violino. Anche in questo caso lo strumento non mi soddisfaceva in pieno... Ma grazie a una casualità, ( dei miei parenti mi regalarono un cd di musica classica del Maestro violista Yuri Bashmet ), rimasi folgorato dal suono che si poteva ottenere con la viola. Durante gli anni ci sono stati moltissimi episodi importanti che hanno caratterizzato la mia crescita come strumentista: il primo in assoluto è stato il mio incontro con l' insegnante di violino Simona De Rossi, che mi ha seguito nella preparazione all'audizione per entrare in conservatorio e che mi ha aiutato a fare i primi passi nel mondo della musica.

Quali sono stati i tuoi primi passi in ambito musicale e in che modo ti sei avvicinata al violino?
 
Chiunque avesse vissuto nella mia casa sarebbe entrato inevitabilmente a contatto con la musica: mio padre, un grande amatore di quest'arte, usava ascoltare la sera due o tre ore di musica nel salotto. Essendo però anche un grande appassionato di impianti stereofonici, aveva studiato ogni dettaglio per far sì che il suono che usciva dalle sue casse fosse il più simile possibile a quello di un'orchestra reale...e anche il volume lo era! Ricordo infatti che quando iniziava il rito, tutto il resto in casa si fermava; io, invece, vi prendevo parte danzando. Mia madre, insegnante di musica e flautista, mi ha sempre seguita nel mio percorso e nello studio.

Cecilia Cartoceti è una giovane violinista ventenne di Pesaro, allieva di Salvatore Accardo all’Accademia Stauffer di Cremona si perfeziona in musica da camera all’Accademia Nazionale S.Cecilia di Roma; fa parte inoltre dell’organico dei primi violini della Filarmonica Gioachino Rossini di Pesaro.
 
GENZINI: Quali sono state le tue prime esperienze in ambito musicale e cosa ti ha spinto a studiare il violino?
 
CARTOCETI: I miei genitori sono musicisti: mio padre è clarinettista e mia madre è pianista; perciò la musica è sempre stata parte della mia quotidianità: già da piccolissima ascoltavo dischi, ascoltavo i miei genitori studiare e suonare insieme, andavo a sentire concerti o opere a teatro. Mia madre mi ha insegnato i primi elementi della musica, a partire dalle basi del solfeggio; tuttavia ho iniziato a suonare il violino solo a nove anni, abbastanza tardi rispetto alla media, anche se credo che ci sia stato un vantaggio: molti bambini che iniziano presto a suonare, cominciano per gioco e per diversi anni non entrano nella mentalità di uno studio che richiede rigore e impegno. Invece io ho cominciato subito ad affrontare lo studio dello strumento con l’obiettivo di farne la mia professione, quindi con una forte motivazione e di conseguenza grande serietà e disciplina. 

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