FOTO LUCA DEL MONACO
 
Figura di rilievo della scena musicale contemporanea,Paolo Cavallone è un compositore attento alla ricerca, sia nell’aspetto fenomenologico del suono, sia sotto il profilo più strettamente compositivo. L’apertura estetica del suo lavoro,che qualcuno ha definito come “rivoluzionaria”, è il risultato di una profonda consapevolezza tecnica,mai disgiunta da un pensiero poetico.

GENZINI: In che modo ti sei avvicinato alla musica ed in particolare al violino?
 
LOMBARDO: i miei genitori sono entrambi musicisti: mio papà era secondo clarinetto al teatro Bellini di Catania, adesso è in pensione; mia madre è pianista e mi ha insegnato il pianoforte da quando avevo 3 anni. Diciamo che non è stato facile per me, avevo orecchio e talento, ma non mi andava di studiare. Mia madre è stata molto perseverante e fino all'età di 7 anni ho studiato con lei il pianoforte. Quando avevo 4 anni i miei genitori andarono in un grande negozio di strumenti musicali, ed io mi sedetti su uno di quei grandi pianoforti esposti e cominciai a suonare. Il negozio in brevissimo tempo si riempì di gente proveniente da fuori, che ascoltava le melodie di un bambino di 4 anni al pianoforte, incredula ed emozionata. Mio padre, essendo un veterano lungimirante, un orchestrale di grande esperienza, mi propose di iniziare il violino, giacchè - a suo avviso - i violini sono tanti in orchestra, quindi ci sarà sicuramente occasione di un posto di lavoro! Ricordo che quando i miei mi acquistarono il mio primo violino, mi stupii del fatto che non ci fossero i tasti, e capii che le note andavano prese a orecchio, sulla corda. Feci una scala su una corda sola, non riuscendo ancora a capire il nesso tra le varie corde. Alla prima lezione con la mia insegnante, le raccontai della scala su una corda sola, e lei mi spiegò che potevo farla benissimo su due corde... Rimasi stupìto e affascinato.

 
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GENZINI: In che modo si è avvicinato alla musica e alla composizione?
 
Il percorso è stato un po’ tortuoso. Ho iniziato a comporre sin dai primi mesi di studio del pianoforte. Inoltre amavo molto leggere nuovi brani – chi mi conosce sa quanto ami farlo anche ora – ma la mia grande passione era la Fisica. Infatti il maestro Armando Badolato per invogliarmi a proseguire gli studi musicali mi presentò la composizione come un'arte matematica. Alla sua scomparsa ho continuato con Claudio Perugini: una persona speciale, molto competente ed esigente, un compositore eccezionale e un punto di riferimento, che ha creduto nelle mie capacità e mi ha trasmesso il valore dell’artigianalità basata sul contrappunto e sull’analisi dell’opera dei maestri del passato. Il pianoforte l’ho sempre considerato il mio strumento di espressione principale ma ho sentito quasi necessario studiare anche direzione d’orchestra; il clavicembalo è stato il naturale completamento del percorso di studi. Mi è stato spesso detto di non disperdermi in troppe cose, perché non si può essere competenti in tutto...

 

Irenè Fiorito, diplomata con lode e menzione d'onore a soli quindici anni presso il Conservatorio Santa Cecilia di Roma, allieva del M.Accardo presso l'Accademia W.Stauffer e del M.Berman presso il Conservatorio di Lugano, è vincitrice di numerosi concorsi nazionali e internazionali ed ha al suo attivo concerti come solista, con il "Bubbling duo" ed in varie formazioni cameristiche.
 

Ksenia Milas-Milyavskaya è una violinista formata dalla famosa scuola russa, ha iniziato la carriera concertistica molto giovane, facendo esperienze fortemente significative con direttori del calibro di Vasily Petrenko, Ronald Masin, Darel Ang e altri, affianca alla carriera concertistica l'insegnamento presso l'Accademia Pianistica Internazionale di Imola e la conduzione di masterclass in tutto il mondo, continua la tradizione del grande insegnante Yankelevich
 
 
 

Misia Jannoni Sebastianini è una diciannovenne violinista romana. Diplomanda al Conservatorio di Santa Cecilia, si sta perfezionando all'Accademia di Imola con il Maestro Oleksandr Semchuk. Vincitrice di numerosi Concorsi Nazionali e Internazionali ( quest'anno: Luigi Nono, Annarosa Taddei, Bardolino sul Garda,Anemos, Valerio Marchitelli, Dinu Lipatti), svolge un'intensa attività concertistica.
 

Il mio primo contatto con la musica classica è avvenuto per gioco.. Alle elementari il mio migliore amico suonava il pianoforte e per suonare insieme a lui iniziai anch'io a studiarlo .. Ma tra me e questo strumento non scattò la giusta scintilla, decisi quindi di iniziare a studiare uno strumento ad arco e la mia decisione ricadde sul violino. Anche in questo caso lo strumento non mi soddisfaceva in pieno... Ma grazie a una casualità, ( dei miei parenti mi regalarono un cd di musica classica del Maestro violista Yuri Bashmet ), rimasi folgorato dal suono che si poteva ottenere con la viola. Durante gli anni ci sono stati moltissimi episodi importanti che hanno caratterizzato la mia crescita come strumentista: il primo in assoluto è stato il mio incontro con l' insegnante di violino Simona De Rossi, che mi ha seguito nella preparazione all'audizione per entrare in conservatorio e che mi ha aiutato a fare i primi passi nel mondo della musica.

Quali sono stati i tuoi primi passi in ambito musicale e in che modo ti sei avvicinata al violino?
 
Chiunque avesse vissuto nella mia casa sarebbe entrato inevitabilmente a contatto con la musica: mio padre, un grande amatore di quest'arte, usava ascoltare la sera due o tre ore di musica nel salotto. Essendo però anche un grande appassionato di impianti stereofonici, aveva studiato ogni dettaglio per far sì che il suono che usciva dalle sue casse fosse il più simile possibile a quello di un'orchestra reale...e anche il volume lo era! Ricordo infatti che quando iniziava il rito, tutto il resto in casa si fermava; io, invece, vi prendevo parte danzando. Mia madre, insegnante di musica e flautista, mi ha sempre seguita nel mio percorso e nello studio.

Cecilia Cartoceti è una giovane violinista ventenne di Pesaro, allieva di Salvatore Accardo all’Accademia Stauffer di Cremona si perfeziona in musica da camera all’Accademia Nazionale S.Cecilia di Roma; fa parte inoltre dell’organico dei primi violini della Filarmonica Gioachino Rossini di Pesaro.
 
GENZINI: Quali sono state le tue prime esperienze in ambito musicale e cosa ti ha spinto a studiare il violino?
 
CARTOCETI: I miei genitori sono musicisti: mio padre è clarinettista e mia madre è pianista; perciò la musica è sempre stata parte della mia quotidianità: già da piccolissima ascoltavo dischi, ascoltavo i miei genitori studiare e suonare insieme, andavo a sentire concerti o opere a teatro. Mia madre mi ha insegnato i primi elementi della musica, a partire dalle basi del solfeggio; tuttavia ho iniziato a suonare il violino solo a nove anni, abbastanza tardi rispetto alla media, anche se credo che ci sia stato un vantaggio: molti bambini che iniziano presto a suonare, cominciano per gioco e per diversi anni non entrano nella mentalità di uno studio che richiede rigore e impegno. Invece io ho cominciato subito ad affrontare lo studio dello strumento con l’obiettivo di farne la mia professione, quindi con una forte motivazione e di conseguenza grande serietà e disciplina. 

Federica Severini è una giovane violinista di vent'anni, attualmente vive a Napoli dove quest'anno completerà il biennio specialistico in violino al Conservatorio San Pietro a Majella. Si sta perfezionando inoltre presso l'Accademia Nazionale Santa Cecilia di Roma in Violino con Sonig Tchakerian e Musica da Camera con Carlo Fabiano e presso l'Accademia Walter Stauffer di Cremona con il Maestro Salvatore Accardo
 
GENZINI: In che modo ti sei avvicinata alla musica ed in particolare ad uno strumento così affascinante come il violino?
 
SEVERINI: La musica è sempre stata una costante della mia vita sin dalla tenera età. Ricordo come i miei genitori, pur non essendo musicisti, hanno sempre cercato di farmi crescere nell'amore e nel rispetto di quest'Arte. In particolare un ricordo della mia infanzia legato alla musica è quando da piccola a casa sentivo a tutto volume le opere di Mozart, in particolare Il Don Giovanni ed il Flauto magico, di cui il mio nonno materno ,militare, era completamente innamorato.

Fin da bambina ho avuto l’opportunità di fruire quotidianamente della musica, mia mamma è diplomata in composizione, mio papà è ricercatore acustico,quindi ne ho sempre respirato sia il lato artistico che scientifico. Ricordo che i miei genitori mi mettevano a giocare sul tappeto guardando opere come Il barbiere di Siviglia, Il flauto magico, Le nozze di Figaro…passavo le ore a riprodurre con i giochi le storie di questi capolavori. Un laser disk (non c’erano ancora i dvd) che, credo, mi abbia fatto avvicinare al violino è stato il video delle Quattro Stagioni di Vivaldi suonate da I Musici in varie ambientazioni di Venezia all’aperto, dal Carnevale, ai canali, a Piazza San Marco… Ho detto credo perché non ho memoria di me che non voglia suonare questo strumento: non c’è stata una genesi definita, ho sempre voluto e basta. Sicuramente Vivaldi ha dato il suo contributo ispirandomi, ma questo mio desiderio non è mai stato forzato da mamma e papà, tanto che mi hanno fatto aspettare fino ai sei anni prima di iniziare.

Ho conosciuto Maurizio Tadioli nel dicembre del 2011 in occasione di una prova acustica ad un suo violino. Maurizio ha sempre dimostrato una particolare attenzione all'aspetto acustico degli strumenti, è stato un vero piacere parlare di liuteria con lui, ecco la sintesi della nostra conversazione:
 

Il Maestro Matteo Fedeli, violinista di fama internazionale, ha appositamente studiato, ideato e creato un’opportunità dedicata ai giovani musicisti, alle promesse del violinismo internazionale ed ai talentuosi interpreti. Tutto ciò permetterà un vero e significativo supporto allo sviluppo e al sostegno della tradizione musicale italiana e ai giovani talenti emergenti. Uno Stradivari per i Giovani è parte integrante delle attività che il Maestro Fedeli realizza in qualità di rappresentante diplomatico per la Cultura italiana negli Stati Uniti, con l’obiettivo di incrementare e consolidare i rapporti internazionali di interscambio. La Masterclass è dedicata a giovani studenti di viola e violino delle scuole musicali, dei conservatori ma anche a neo diplomati e a tutti coloro i quali desiderino perfezionare il proprio repertorio concertistico. Un piano di studio basato sui brani scelti dai partecipanti per costruire insieme un percorso di formazione e miglioramento della tecnica personale e della prassi interpretativa. Tutte le informazioni sono visibile al seguente link: http://www.unostradivariperlagente.com/uploads/1/0/5/3/10539688/master_pdf_.pdf
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