Genzini: Come ti sei avvicinato alla musica ed in particolare ad uno strumento così affascinante come il violino?
 
De Lorenzi: Nella mia famiglia nessuno era musicista, mi sono avvicinato alla musica perché mio padre, che di professione faceva il Neurologo,era un grande appassionato e conoscitore di musica classica. Si ascoltava dunque molta musica e fin da piccolo assistevo ai concerti della stagione concertistica del Teatro Ponchielli di Cremona, con diverse puntate al Teatro alla Scala e una incursione al Festival di Salisburgo dove all’età di nove anni ebbi la fortuna di vedere Karajan dirigere. All’età di dieci anni sono arrivato a conoscere un vasto repertorio di musica sia cameristica che sinfonica e operistica. Mi sono avvicinato al violino quasi per caso: a otto anni decisi di studiare uno strumento e in prima battuta pensai di cominciare col pianoforte ma nella Scuola Civica “Monteverdi” di Cremona non c’erano posti allora mi “dirottarono” sul violino. La scelta fu senza dubbio azzeccata anche se non ho mai abbandonato il pianoforte che studio ancora adesso.

Mi sono avvicinato alla musica all'età di 5 anni cominciando a studiare il pianoforte. A 9 anni seguendo i consigli dei miei genitori decisi di passare al violoncello. Col senno di poi posso dire che è stata una scelta felice considerando la straordinaria versatilità che offre lo strumento. Con il violoncello si può suonare nella chiave di basso, tenore, violino e con una tale estensione interpretare i più svariati repertori musicali. Mi iscrissi alla Civica Scuola di Musica di Cremona, allora situata in piazza Lodi, e successivamente proseguii gli studi al conservatorio di Brescia.

GENZINI: In che modo ti sei avvicinato alla musica ed in particolare al violino?
 
FEDELI: Come puoi immaginare, molto presto. Dall’età di cinque anni infatti ho cominciato a suonare il pianoforte frequentando lezioni private con risultati molto soddisfacenti. Questo mi ha permesso di far capire ai miei genitori che forse, valeva la pena rischiare su di me nella musica. Con questa intima convinzione mi hanno iscritto al Conservatorio di Milano per seguire i corsi di piano e violino. Solo poche lezioni mi hanno convinto che quest’ultimo sarebbe stato il mio strumento.

Ho iniziato ad occuparmi di liuteria all'età di 14 anni, nel 1980, quando mi sono iscritta all'Istituto Internazionale di Liuteria “A. Stradivari “di Cremona. Ho vissuto la mia infanzia in una famiglia appassionata nell'ascolto della musica classica, i miei genitori mi portavano spesso a teatro, ricordo di aver assistito al primo concerto all'età di 7 anni. Mio papà aveva spiccate doti manuali, era molto abile nella costruzione di mobili in legno, mia mamma faceva la sarta per passione e per necessità : disegnava da sola i modelli e li realizzava con molta cura dei dettagli. Avevano entrambi una grande passione per il lavoro manuale ed uno straordinario amore per la precisione. Tutti questi aspetti del loro carattere mi hanno sicuramente influenzata nella scelta del mio percorso formativo e scolastico.

Mi sono avvicinata alla musica ancora prima di nascere: mio padre faceva parecchi concerti come pianista e mia madre lo seguiva quando poteva. Ho frequentato le sale da concerto già da piccolissima e ho sempre cercato di attirare l'attenzione mettendomi a ballare a tempo di musica. Tutti pensavano che avrei fatto la "prima" ballerina e, a tre anni, mia madre mi ha iscritto alla scuola di ballo vicino a casa. Ogni giorno, facevo anche una decina di minuti al pianoforte con lei. Non era una vera lezione, ma quasi un gioco istruttivo: a me piaceva imparare qualsiasi cosa. Mi piaceva anche curiosare negli angoli più segreti di casa e così, un giorno, ho trovato un oggetto molto affascinante, delicato, intagliato in legno.

Uno degli aspetti a cui tengo maggiormente è la credibilità. Parlare di musica, suono, emozioni e progetti con tutti i miei interlocutori è un privilegio, per questo motivo propongo messaggi autentici, condivisi, privi di qualsiasi filtro. E' in questa direzione che si sviluppa il mio lavoro. In questa nuova occasione ho avuto l'opportunità di interagire con le violiniste Cecilia Ziano e Clara Franziska Schötensack, la violista Francesca Piccioni e il violoncellista Giorgio Casati: i musicisti che compongono il Quartetto Lyskamm. Ecco la sintesi della nostra breve ma significativa discussione:

Gli inizi della mia attività risalgono al 1978 quando all'età di 14 anni mi sono iscritto alla scuola di liuteria di Cremona allora situata in palazzo Raimondi. All'epoca la mia principale passione era la musica leggera e suonavo alcune chitarre che mi ero costruito nel tempo lasciato libero dalla scuola. Erano gli anni del dibattito forma interna/forma esterna, il mio maestro Gio Batta Morassi, sostenitore della forma esterna, aveva però la lungimiranza di insegnare utilizzando entrambi i metodi costruttivi. Secondo me questa esperienza è stata positiva e ha permesso a noi allievi, una volta diplomati, di scegliere e affinare un metodo e stile personali. Ricordo di aver vissuto superficialmente quel momento storico, probabilmente a causa della mia giovane età.

Negli ultimi anni ho avuto l'opportunità di ascoltare il suono di numerosi strumenti, oltre alle venti prove acustiche pubblicate, a partire dal maggio 2011, mi è capitato spesso di apprezzare le qualità acustiche di violini, viole e violoncelli contemporanei. Parallelamente a questa importante esperienza ho assistito alle "Audizioni al Museo", concerti nei quali giovani talenti italiani e stranieri hanno permesso al pubblico presente di emozionarsi ascoltando il suono magico di alcuni strumenti dell'epoca classica. I violinisti George Butusina, Cecilia Ziano, Francesca Dego, Lucia Luque, Laura Marzadori ed Edorado Zosi hanno duettato con l' eccellente pianista Maria Grazia Bellocchio, con la quale ho avuto il piacere di scambiare recentemente alcune parole via telefono.

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