Il Cinquetto è un gruppo musicale formato da cinque professori d’orchestra del Teatro San Carlo di Napoli, musicisti attivi nel campo della musica classica, da camera, sinfonica e operistica, legati da una complicità musicale “fuori dagli schemi”. L’idea del cinquetto nasce dal gioco e dall’affiatamento dei suoi membri che, durante le prove e dietro le quinte del teatro più antico d’Europa, si ritrovano insieme per riprendere i temi musicali delle composizioni in programmazione e “rivederli” in modo quasi parossistico, esagerandone i tratti tematici, edulcorandoli con un’interpretazione del tutto personale, volutamente buffa e simpatica. Cinque amici che giocano con i propri strumenti e si divertono con la musica che fanno, cinque persone che dialogano amichevolmente e con umorismo rileggono quello che dalla tradizione classica hanno ricevuto, cinque voci che raccontano anche ai più lontani una storia fatta di musica, musica diversa, divertita, divertente,

Daniele Ruzza, violino di fila presso la Fondazione Toscanini di Parma, è stato primo violino dell’Accademia Musicale di San Giorgio della Fondazione G.Cini di Venezia, violino di spalla e solista della Stravinskij Chamber Orchestra, ha registrato come solista due Cd per la casa discografica Velut Luna, ha eseguito per la Biennale di Venezia il Quintetto per piano e archi di B. Bartók che, in una retrospettiva della Biennale a Madrid, è stato registrato insieme al quartetto “Rispetti e strambotti” di G. Malipiero e trasmesso dalla Radio Nazionale Spagnola e da Classic.

 
Sara Costa è considerata dalla critica e dal pubblico una dei più interessanti pianisti della nuova generazione. Il suo repertorio spazia da Bach alla musica contemporanea. Come solista si è esibita in importanti Festival e Stagioni in Italia e all'estero in Inghilterra, Francia,Spagna,Slovenia,Germania,Repubblica Ceca, Israele,Giappone. Ha collaborato con illustri orchestre quali la Filarmonica Italiana e la Roma Tre Orchestra. La musica da camera ha da sempre un ruolo fondamentale nell’attività di Sara: ha collaborato con solisti dei Berliner Philarmoniker e con illustri artisti quali K.Bogino, P.Vernikov, I.Volochine, A.Zemtsov, J.Ocic Collabora stabilmente in duo con la violinista Germana Porcu, con la quale ha fondato il Trio Carducci,insieme alla violoncellista Matilda Colliard.

Considerata dalla critica “Violinista di grande abilità e sicurezza con un piglio da artista affermata che affronta i brani con grande impegno affascinando il pubblico”, Germana Porcu ha iniziato presto gli studi musicali guidata dal M ° F. Cusano. Ha conseguito il diploma di II livello con il massimo dei voti e la lode e nel 2010, come migliore diplomata, ha ricevuto il "Premio Rotary" dalla città di Bergamo. Dal 2006 suona nell’ "Orchestra Bergamo Musica Festival" del Teatro Donizetti di Bergamo. Nel 2013 è stata nominata "Most distinguished violinist" al "World Music Competition Ibla Grand Prize". Sempre nello stesso anno ha vinto una borsa di studio donata dal M ° Claudio Abbado. Nel 2015 ha vinto il 3° premio al "V Concurso Internacional y Festival de Músicos" a Madrid. Si è esibita in numerosi concerti come solista e in musica da camera, che da sempre ricopre suo grande interesse, in Italia, Germania, Francia, Svizzera, Spagna. Dal 2015 suona stabilmente in duo con la pianista Sara Costa, con la quale, nel 2016, assieme alla violoncellista Matilda Colliard, ha formato il Trio Carducci. Suona un violino Riccardo Antoniazzi 1910 gentilmente concesso dalla Fondazione Carlo Antonio Monzino di Milano.

 
Matilda Colliard, figlia d’arte, viene avvicinata allo studio del violoncello all’età di 4 anni. Si diploma sotto la guida del Maestro Alberto Drufuca al conservatorio di Novara con il massimo dei voti e la lode. Dal 2013, ha avviato con il M° Stefano Ligoratti una nuova collaborazione in duo con pianoforte con cui sta ultimando la registrazione integrale delle composizioni per violoncello e pianoforte di L. V. Beethoven. E’ fondatrice con Stefano Ligoratti e Eugenio Francesco Chiaravalloti dell’Associazione Musicale “Colpi d’Arte” con sede a Milano. L’obiettivo dell'Associazione è di promuovere lo sviluppo e la diffusione della Cultura Musicale in ogni sua forma e espressione. Nel 2016 fonda il “Trio Carducci” con Germana Porcu (Violino) e Sara Costa (pianoforte).

FOTO LUCA DEL MONACO
 
Figura di rilievo della scena musicale contemporanea,Paolo Cavallone è un compositore attento alla ricerca, sia nell’aspetto fenomenologico del suono, sia sotto il profilo più strettamente compositivo. L’apertura estetica del suo lavoro,che qualcuno ha definito come “rivoluzionaria”, è il risultato di una profonda consapevolezza tecnica,mai disgiunta da un pensiero poetico.

GENZINI: In che modo ti sei avvicinato alla musica ed in particolare al violino?
 
LOMBARDO: i miei genitori sono entrambi musicisti: mio papà era secondo clarinetto al teatro Bellini di Catania, adesso è in pensione; mia madre è pianista e mi ha insegnato il pianoforte da quando avevo 3 anni. Diciamo che non è stato facile per me, avevo orecchio e talento, ma non mi andava di studiare. Mia madre è stata molto perseverante e fino all'età di 7 anni ho studiato con lei il pianoforte. Quando avevo 4 anni i miei genitori andarono in un grande negozio di strumenti musicali, ed io mi sedetti su uno di quei grandi pianoforti esposti e cominciai a suonare. Il negozio in brevissimo tempo si riempì di gente proveniente da fuori, che ascoltava le melodie di un bambino di 4 anni al pianoforte, incredula ed emozionata. Mio padre, essendo un veterano lungimirante, un orchestrale di grande esperienza, mi propose di iniziare il violino, giacchè - a suo avviso - i violini sono tanti in orchestra, quindi ci sarà sicuramente occasione di un posto di lavoro! Ricordo che quando i miei mi acquistarono il mio primo violino, mi stupii del fatto che non ci fossero i tasti, e capii che le note andavano prese a orecchio, sulla corda. Feci una scala su una corda sola, non riuscendo ancora a capire il nesso tra le varie corde. Alla prima lezione con la mia insegnante, le raccontai della scala su una corda sola, e lei mi spiegò che potevo farla benissimo su due corde... Rimasi stupìto e affascinato.

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Philippe Devanneaux - Liutaio

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