Genzini: In che modo ti sei avvicinata alla musica ed in particolare al violino?
 
Porcu: I miei genitori mi hanno sempre abituata all’ascolto della musica classica e dell’opera lirica, finchè un giorno rimasi colpita da una bimba giapponese che suonava il violino divinamente, e cosi mi innamorai di questo strumento, chiedendo appunto ai miei genitori di volerlo suonare e studiare. Mia madre stessa, da infante, studiò violino per qualche anno e devo tanto a lei, che i primi anni mi sostenne con costanza nello studio del violino.

Genzini: Quali sono state le tappe fondamentali della tua crescita artistica?
 
Porcu: Le tappe fondamentali della mia crescita artistica coincidono con l’incontro di grandi Maestri e Musicisti. Il primo fu il M°Felice Cusano, che conobbi all’età di circa 9 anni, e che ho sempre continuato a seguire. Per me è stato una guida fondamentale su cui ripongo profonda stima musicale, è uno dei pochi Musicisti più sensibili che abbia mai conosciuto, dote che fuoriesce chiaramente quando suona. Da lui ho appreso il rigore, la passione, la poesia, tutto ciò che so sul violino, e lo ringrazierò sempre. Un altro incontro rilevante è avvenuto col compositore Giya Kancheli, che fu presente durante la mia esecuzione della sua composizione “In l’istesso tempo”, ricordo che la spiritualità della sua musica mi portò in un’altra dimensione. Quando ho conosciuto poi il Maestro Kostantin Bogino, che segue attualmente il mio Trio, si è aperto un altro mondo, ha l’immensa capacità di donare alla musica immagini, colori, fantasia, e riesce a tirare fuori da ciascun musicista il massimo del potenziale. Infine, l’incontro col Maestro Klaidi Sahatci, Violinista e didatta che ammiro, con cui ora mi sto perfezionando, riscoprendo e lavorando soprattutto sul lato analitico di me in rapporto alla musica. Altre tappe che hanno contribuito alla mia crescita artistica son stati tutti traguardi che mi son prefissa di raggiungere e che consentono di mettere alla prova i miei limiti.

Genzini: A che progetti ti stai dedicando?
 
Porcu: I miei progetti riguardano principalmente l’attività del Trio Carducci che ho da poco fondato insieme alla mie colleghe e amiche Sara Costa (Pianoforte) e Matilda Colliard (Violoncello). Per il momento abbiamo in progetto di terminare la videoregistrazione delle stagioni di Tchaikovsky trascritte per trio da Goedicke. Per quanto riguarda la nostra attività concertistica, abbiamo in calendario un concerto straordinario per lo Yachting Club di Como, ad aprile un concerto all’Auditorium Santa Cecilia di Bergamo, a settembre un concerto a Rovereto e a ottobre un concerto al castello di Pagazzano. Prossimamente, il 6 febbraio, suonerò per la Società del Quartetto di Bergamo, in duo con la pianista Sara Costa, il 19 febbraio il concerto n.5 K229 di Mozart al Teatro Nuovo di Treviglio, l’8 marzo sarò a Burgwedel in Germania con l’Ensemble Duomo, altra formazione cameristica con cui collaboro.

Genzini: Quali caratteristiche deve avere il suono del tuo violino ideale?
 
Porcu: Attualmente sto suonando un violino Riccardo Antoniazzi 1910, gentilmente concesso dalla Fondazione Antonio Carlo Monzino di Milano. E’ un violino che rispecchia molto le caratteristiche brillanti che ricerco nel suono, inoltre adoro anche il calore e la profondità.
 
Genzini: Che repertorio ami interpretare maggiormente?
 
Porcu: Non ho preferenze radicali, amo tutta la musica e mi piace essere curiosa , ricercare repertori talvolta poco eseguiti, ma del periodo classico adoro e prediligo Mozart e Beethoven, nutro amore smisurato per tutto il periodo romantico e post, in particolare amo Brahms e Tchaikovsky .

Genzini: Cosa pensi della musica contemporanea?
 
Porcu: Non ho ancora avuto modo di dedicarmi in maniera approfondita allo studio della musica contemporanea, con cui inizialmente tendo ad avere un approccio diffidente, ma sicuramente la considero motivo di arricchimento personale.