In che modo si è avvicinata alla musica ed in particolare al violino?
 
Nella mia famiglia la musica è sempre stata molto presente. Tutti i miei parenti suonavano, anche se a livello amatoriale, quindi sono nata con la musica in casa avendo sempre uno strumento a portata di mano. Per quanto riguarda il violino posso affermare che l’avvicinamento è avvenuto in maniera un po’ forzata. In realtà da piccola mi sentivo molto più attratta dal pianoforte e volevo iniziare a studiarlo seriamente, prendendo delle lezioni da un insegnante che mi aiutasse ad eseguire delle melodie compiute, che fino ad allora riuscivo solamente a strimpellare. Nella mia città natale, Volgograd, c’era solo una scuola di musica e i miei genitori mi portarono da uno degli insegnanti di pianoforte di quella scuola. Dopo le prime lezioni, il maestro rimase colpito dalla mia spiccata dote nel riconoscere l’altezza delle note, quindi suggerì ai miei genitori di passare a uno strumento più adatto a me, che valorizzasse questo mio innato talento, e quale strumento migliore se non il violino?
 
Mi parli della sua crescita artistica e musicale, chi ha influenzato maggiormente il suo percorso? 
 
Innanzitutto sono grata ai miei genitori che mi hanno fatto vivere questo percorso artistico a tuttotondo, portandomi non solo ad assistere ai concerti, ma anche a vedere mostre di pittura e spettacoli teatrali, cercando di sviluppare in me qualsiasi tipo di qualità ed estro creativo. Durante gli anni di studio, soprattutto quelli trascorsi nella Scuola di San Pietroburgo, mi sono immersa totalmente nella disciplina e nella ricerca musicale, e tutto quello che facevo era comunque mirato a trovare la perfezione non solo a livello strumentale ma soprattutto artistico. E’ qui che sono stata seguita per circa 11 anni dal M° Shalman, un maestro che cerca di tirar fuori il meglio da ogni suo allievo valorizzandone le capacità e indirizzandolo verso il proprio percorso di musicista, che necessariamente non deve essere uguale a quello degli altri. Dopo gli anni di studio a San Pietroburgo ho seguito molti insegnanti di fama internazionale quali: Accardo, Wegrzyn, Martin, per quanto riguarda masterclass brevi, altri ancora per corsi di perfezionamento di più anni e tra questi sicuramente devo ricordare il M° B. Belkin, che mi ha preso nella sua classe a Maastricht, dove ogni anno studia con lui un numero piuttosto ristretto di ragazzi. Essendo uno dei più grandi violinisti di oggi, il M° Belkin certamente ha lasciato una forte impronta su di me. Inoltre grande presenza ha avuto per me in questi anni la vicinanza di una delle persone più importanti della mia vita non solo privata, ma anche professionale: mio marito, il violinista ucraino Oleksandr Semchuk, con il quale ho quotidianamente un costante confronto. Sono fortunatissima di poter avere questo privilegio, cioè avere accanto non solo un compagno di vita, ma un compagno di ricerca, di studio, di scoperta, che condivide con me l’amore non solo per il violino ma per tutta la musica. 
 
Si sta dedicando ad un progetto piuttosto raro: l'integrale delle 6 sonate di Ysaye. Sono stati pochi violinisti nel mondo che hanno eseguito tutte e sei le Sonate in un’unica serata, addirittura senza intervallo. Mi parli dell'esperienza che sta vivendo.
 
Sono sempre stata curiosa di conoscere la vita e la storia che c’è dietro ogni personaggio forte del mondo dell’arte; il loro vissuto, la loro personalità, le situazioni che hanno influenzato la nascita delle loro opere. Quindi anche per quanto riguarda E.Ysaÿe è stato lo stesso. Di lui mi ha colpito quanto il suo percorso musicale sia stato simile a quello di un normale musicista dei nostri giorni. Pur non essendo stato un enfant prodige, si è dedicato con costanza e sacrificio notevoli per raggiungere livelli altissimi ed entrare nell’Olimpo dei grandi violinisti della storia. Da giovane, era fissato con la perfezione tecnica ed il virtuosismo estremo e, da allievo di H.Vieuxtemps, passò a studiare con H. Wieniawski, che all’epoca era considerato il Paganini polacco. Ma due anni dopo si accorse che la tecnica fine a se stessa non era sufficiente ad esprimere tutto quello che un giovane violinista romantico portasse dentro di se e quindi ritornò nella classe di Vieuxtemps. Già da maturo espertissimo musicista Eugene si rivolge alla musica del più grande compositore di tutti i tempi, J.S. Bach. Ispirato dalle sue opere per violino solo, concepisce anch’egli un’opera moderna secondo la sua visione musicale, dedicando ogni singola sonata ad un giovane virtuoso del suo presente. Ma io come violinista non sono stata colpita dalle difficoltà tecniche che caratterizzano l’intera Op. 27, ma piuttosto sono rimasta affascinata da quella raffinata vena romantica che si cela dietro ogni singola nota. Non è cosa rara oggigiorno ascoltare l’esecuzione delle singole sonate, che sono entrate d’obbligo nelle prove di molti concorsi violinistici internazionali, accostate a Bach e Paganini, ma molto raro è sentirle tutte nella stessa performance, perché questo tipo di integrale comporta una tenuta fisica non indifferente, oltre che ad una preparazione tecnica altissima. Per non parlare della difficoltà di rendere l’evoluzione musicale che va dalla prima alla sesta sonata, un continuo crescendo di scelte tecniche, a volte anche molto ardue che sono messe a completa disposizione dell’idea musicale che il compositore vuole dare ad ogni singola nota. Ma posso affermare che dopo tanta fatica si è ripagati. 
 
Che caratteristiche deve avere per lei il suono ideale del violino?
 
Per quanto riguarda il violino ideale, non sempre si riesce a disporre di uno strumento che ci soddisfi pienamente e rispecchi a pieno la nostra idea di suono, che è molto personale, è un concetto molto difficile da spiegare a parole. Il suono che ricerco in uno strumento dovrebbe possedere la più ampia gamma di colori possibili. Dal più scuro e profondo dei timbri della quarta corda alla chiarezza e brillantezza delle note più acute. Perciò non sempre le qualità geometriche di uno strumento, che gli conferiscono comodità e facilità nell’essere suonato, fanno la qualità sonora dello strumento stesso.