Riccardo Bergonzi e' un professionista stimato, costruisce violini, viole e violoncelli dal 1980, anno in cui ha aperto la bottega in corso Garibaldi 45 a Cremona. Ha avuto una formazione completa, e' da sempre particolarmente attento alla messa a punto degli strumenti. Questo aspetto e la passione che abbiamo in comune per la musica e per la riproduzione fedele del suono ci ha permesso di creare un immediato feeling, a testimonianza di cio', infatti, il primo strumento suonato da Wim Janssen per houseofviolin.com e' stata una sua viola. Dal mio punto di vista, e' un vero piacere conversare a "360 gradi" con Riccardo, questa intervista e' la sintesi di un'ampia discussione che abbiamo avuto in un bel pomeriggio dei primi di marzo.
 
Paolo Genzini: Dammi qualche ricordo della tua formazione liutaria…!?

Riccardo Bergonzi: i quattro anni passati presso la scuola di liuteria come studente sono stati molto interessanti….l’ambiente era molto particolare essendo frequentato da stranieri provenienti da tutto il mondo…tutti più adulti di me e con molte più esperienze….molti di loro erano i veri “figli dei fiori” che vedevano nel lavoro manuale un modo di autodeterminarsi e distinguersi…era veramente piacevole partecipare alle loro discussioni, ascoltare musica e confrontarsi con persone così diverse ma unite dagli stessi interessi…dal punto di vista dell’apprendimento liutario ho avuto quattro insegnanti diversi…nell’ ordine Piergiuseppe Esposti, Alceste Bulfari, Francesco Bissolotti e Gio Batta Morassi…ognuno diverso anche se i primi tre appartenevano alla stessa scuola…il Maestro Morassi riusciva a trasmetterti un energia produttiva incredibile, mi sembrava di superare con facilità tutti i problemi, forse grazie anche al “mazzo” che i primi tre mi avevano fatto riguardo la precisione del lavoro…alla fine di questi quattro anni mi sono ritrovato subito a insegnare…i miei primi alunni erano italiani quattordicenni ed ho rivissuto in loro le mie stesse difficoltà iniziali. All’epoca il programma didattico era molto standard….uno dei primi lavori consisteva nel mettere a squadra un parallelepipedo in legno e intagliarlo in modo geometrico…come primo lavoro era difficilissimo! I ragazzini si domandavano se fossero portati per superare tali difficoltà…così iniziai a pensare a dei lavori di intaglio alternativi…all’uscita della scuola c’era (e c’è tutt’ora) un fornaio….ricordo di avere acquistato del pane e tornando in classe iniziammo con i miei alunni a riprodurlo in legno…improvvisamente la classe si è animata…i sorrisi hanno sostituito le preoccupazioni ed ho scoperto che fare delle cose divertendosi aiuta a crescere e a superare le difficoltà…dopo questa esperienza la classe è cresciuta in modo continuo…questo è un po’ lo spirito del mio lavoro…nel violino ci sono dei “canoni” da rispettare ma mi piace anche che ci sia uno spazio per il proprio estro e per il divertimento…l’oggetto che ne consegue sarà più spontaneo, meno bloccato dalla paura di sbagliare…le simmetrie non sono importanti ma l’ importanza è il risultato d’insieme. Quando si osservano gli strumenti antichi si è spesso affascinati proprio da questi “difetti”, che in realtà non sono difetti ma la testimonianza del gesto manuale…per me è più affascinante vedere il gesto dell’uomo, che diventa testimonianza della sua storia.
 
Paolo Genzini: Questa tua visione si riflette sul suono dei tuoi strumenti?
 
Riccardo Bergonzi: l’aspetto acustico è sicuramente il lato più delicato e difficile da codificare, avere un approccio disincantato al lavoro, fa si che anche il suono abbia una sua personalità….chi suona i miei strumenti dice che ritrova sempre lo stesso carattere, questo è un aspetto molto particolare ed è legato a come realizzi la tua costruzione: tensioni, spessori, bombature inserite in una montatura eseguita a regola d’arte…
 
Paolo Genzini: E del legno cosa mi dici?

Riccardo Bergonzi: mi piace usare l’abete italiano con la venatura leggermente larga…ho l’impressione che queste tavole siano più libere di suonare e di conseguenza mi permettono di tenere gli spessori un po’ più alti. Ne ottengo un suono caratterizzato da una buona presenza di armonici…
 
Paolo Genzini: Progetti per il futuro?

Riccardo Bergonzi: oltre al lavoro della bottega …a breve avremo due concerti con la big band “The Swingers” di cui faccio parte e inoltre durante il festival “Le corde dell’anima” mi è stato offerto uno spazio per eseguire una performance artistica…che farò con grande piacere insieme ai miei amici di “Sound and Art”.