Uno degli aspetti a cui tengo maggiormente e' la credibilita'. Parlare di musica, suono, emozioni e progetti con tutti i miei interlocutori e' un privilegio, per questo motivo propongo messaggi autentici, condivisi, privi di qualsiasi filtro. E' in questa direzione che si sviluppa il mio lavoro. In questa nuova occasione ho avuto l'opportunita' di interagire con le violiniste Cecilia Ziano e Clara Franziska Schötensack, la violista Francesca Piccioni e il violoncellista Giorgio Casati: i musicisti che compongono il Quartetto Lyskamm. Ecco la sintesi della nostra breve ma significativa discussione:
Genzini: Quali sono stati i momenti salienti della Vostra esperienza artistica?
Quartetto Lyskamm: Il primo passo importante nel nostro percorso è stata l'audizione all'università delle Arti di Berlino, nel dicembre 2008, a cui sono seguiti due anni di intenso studio con il quartetto Artemis. L'incontro con la realtà quartettistica di Reggio Emilia(città che ospita il Premio Borciani) è stato anche di grande sostegno e ispirazione per il gruppo, la partecipazione alla rete di masterclass della European Chamber Music Academy, e le highlights dell'ultimo anno, in particolare il concerto alla Società del Quartetto di Milano, il Festival Mito, e il quintetto di Schubert in alta quota con Mario Brunello al Festival I Suoni delle Dolomiti.
Genzini: Che repertorio eseguite? Per quale motivo?
Quartetto Lyskamm: Fino ad oggi ci siamo confrontati con lo studio di un repertorio ampio e diversificato, in linea con le richieste dei concorsi internazionali per quartetti d'archi. Questo non significa che nel corso dei nostri studi non abbiamo sviluppato delle predilezioni per autori e linguaggi musicali che sentiamo più vicini alla nostra sensibilità e al nostro mondo sonoro, e ai quali presto ci piacerebbe poter dedicare progetti di studio più specifici.
Genzini: All'interno del gruppo chi cura maggiormente l'interpretazione? E' un lavoro collettivo o c'è una personalita' che da' un'impostazione particolare?
Quartetto Lyskamm: Il nostro modo di lavorare è molto paritario, cerchiamo di valorizzare la personalità di ciascuno di noi, e di arrivare a costruire una visione condivisa della musica che suoniamo, attraverso il costante confronto di opinioni e gusto. Nella nostra esperienza è proprio il crearsi di un'intelligenza collettiva che superi quella dei singoli a rendere affascinante il nostro lavoro. Con il tempo ci siamo anche resi conto che sarebbe superficiale e persino presuntuoso pensare allo stile interpretativo di un quartetto come a qualcosa di completamente controllabile. Con il passare del tempo, il lavoro e il confronto continuo di tante giornate di prova si traducono inconsapevolmente in un patrimonio comune di sensibilità, gusto musicale, schemi motori.. In fondo è anche per questo che una partitura non può bastare a se stessa, ma ha bisogno di incontrare dei musicisti.
Genzini: Quale caratteristica deve avere il Vostro suono? Come avete fatto a trovare il giusto equilibrio timbrico? Quanto e' importante la qualita' degli strumenti?
Quartetto Lyskamm: In parte la ricerca degli equilibri sonori è qualcosa di strettamente tecnico, che i nostri insegnanti negli anni ci hanno dato gli strumenti per realizzare. In parte è frutto di esperienza e ricerca personale, che non finisce mai. Avere degli strumenti di un certo livello è importante ma non fondamentale. Il nostro suono ideale è un suono che sia sempre legato ad un significato espressivo e non alle caratteristiche standard del "bel suono". Che sappia quindi essere duttile in funzione dei diversi linguaggi musicali. Chi associa la musica classica all'umiliante dimensione del 'sottofondo musicale', spesso intende l'espressione 'bel suono' nel senso più banale e statico. Nessun suono può catturare la nostro attenzione senza farsi portatore di una vita, una fisicità, una drammaturgia.
Genzini: A che progetti state lavorando?
Quartetto Lyskamm: In questo momento siamo reduci da un progetto di musica ungherese, e i prossimi mesi saranno dedicati invece a due nuovi programmi che uniscono repertorio classico e novecento,da Haydn a Schinttke che porteremo in giro per l'Italia in autunno.
Genzini: Che significato ha un quartetto d'archi composto da giovani musicisti nel panorama musicale odierno, considerando la complessita' della sua proposta?
Quartetto Lyskamm: Crediamo che il quartetto d'archi sia una dimensione ideale per giovani musicisti che desiderano fare del loro mestiere qualcosa di vitale e creativo, e quindi abbia di per se' sempre senso. Inoltre trovo che in Italia ci sia bisogno di sviluppare la cultura della musica da camera, genere sottovalutato dai più.
Genzini: Quale saranno i Vostri prossimi impegni?
Quartetto Lyskamm: Studio intenso con la nuova violinista Cecilia in vista di concerti estivi e tournè italiana organizzata dal Cidim in autunno e registrazione di cd per la preselezione dei prossimi concorsi internazionali del 2015. ps: Lyskamm è una punta, o meglio sono tre punte del Monte Rosa, ci piaceva un nome che riguardasse il mondo naturale e non qualcosa di troppo connotato filosoficamente.