La quindicesima prova acustica della nostra rassegna e' stata estremamente affascinante e ricca di sfumature sonore imprevedibili. Ci siamo ritrovati in un bel pomeriggio di fine aprile presso il centro d'arte "Il Torchio" di Pieve San Giacomo, sede della casa editrice Apostrofoeditore, sapientemente gestita dall'editore Dante Fazzi e dalla moglie artista Graziella Borgna. Situata in una antica cascina al centro del paese, luogo in cui operava il torchio del lino, già alla fine del 1700. La cascina e' stata recentemente ristrutturata dai due coniugi dopo un grandissimo lavoro iniziato nel 2003 e offre uno spazio ideale per la promozione di scrittori, pittori, scultori, musicisti e artisti in genere, attraverso l’associazione culturale errepiArte. Grazie alla gentile disponibilità dell'amico Dante e alla consueta maestria del violoncellista Fausto Solci abbiamo effettuato la registrazione del celebre brano di J.S. Bach Sarabanda, utilizzando quattro archi differenti. In passato abbiamo documentato il suono degli strumenti, in questa nuova ed articolata prova abbiamo voluto dedicare tutta la nostra attenzione ai cambiamenti acustici offerti dalle sollecitazioni dei diversi archetti. Il violoncellista cremonese ha utilizzato nell'ordine un arco Eugène Sartory del 1920 di proprietà della famiglia Lucchi, due archi contemporanei di Giovanni e Marta Lucchi ed un arco Luis Bazine. Non e' nostra intenzione stilarne una classifica, ma semplicemente documentare quanto avvenuto ed offrire spunti di riflessione, per questo motivo la prova sara' divisa in quattro parti distinte per avere la possibilita' di soffermarci con chiarezza su ogni arco. Il Maestro Fausto Solci suona abitualmente un violoncello Muncher 1920. Romèdio Muncher inizio' la carriera di liutaio quando entro' a far parte dell'Officina di liuteria artistica "Claudio Monteverde". "L'officina" fu fondata da Aristide Cavalli intorno al 1899, in essa venivano costruiti strumenti sui quattro modelli fondamentali: Stradivari, Ceruti, Tresenda e Guarneri. In quei anni Muncher ebbe la possibilita' di crearsi la giusta esperienza. Successivamente si mise in proprio attrezzando un laboratorio nella sua abitazione al numero 20 di XI Febbraio a Cremona ed in seguito al numero 2 di via Gorizia. Nella bottega costrui' violini, viole, violoncelli, quartetti, secondo il metodo classico, fu anche restauratore di strumenti ad arco. La sua produzione si aggira intorno ai duecentocinquanta strumenti. Secondo il concorde giudizio di esecutori di fama, alcuni dei suoi lavori sono degni di ottimo apprezzamento, in particolare sono da segnalare i violoncelli e tutti gli strumenti che si presentano con una vernice di colore ambrato. Pur essendo costruiti sui modelli dello Stradivari e del Guarneri del Gesu', gli strumenti di Romèdio Muncher sono inconfondibili per le caratteristiche personali che in essi egli espresse. Durante la prima registrazione Fausto Solci ha utlizzato il Sartory del 1920. Dalle prima note sono emerse le eccellenti qualita' dell'arco. Il commento del musicista e' stato il seguente: l'arco Eugène Sartory ha conservato tutto il nervo originale, si capisce immediatamente che il materiale usato e' di eccellente qualita', riesce a "tirar fuori" una gran quantita' di armonici, balza che e' un piacere, reagisce perfettamente a tutte le sollecitazioni, e' in perfette condizioni, senza dubbio uno dei migliori archi mai utilizzati. Ecco il suono: